Nel mio studio incontro spesso persone che si sentono profondamente frustrate da sé stesse e mi dicono: “Dottoressa, non capisco. So benissimo di avere reazioni esagerate a volte. So che quel cibo mi farà male o che quella persona non fa per me, eppure ci casco sempre. Sembra che la mia mente decida prima di me.”
Se anche a te capita di sentirti ostaggio dei tuoi stessi comportamenti quotidiani, ho una rivelazione per te: non sei il debole, non sei sbagliato e non sei impazzendo. La tua mente sta semplicemente seguendo la legge più antica della natura.
La legge del sentiero battuto.
Immagina di doverti spostare da un punto all’altro di una fitta foresta piena di rami caduti e fango. Camminare attraverso richiede una fatica immensa, ma ad un certo punto noti per terra una linea battuta e un sentiero creato dal passaggio degli animali. Non è una strada perfetta, magari un po’ tortuosa, ma l’erba è schiacciata e ci si cammina senza sforzo. Ora, onestamente, quale via sceglieresti?
La nostra mente, ogni singolo giorno, fa esattamente la stessa cosa. Il cervello umano è l’organo che consuma più energia di tutto il corpo. Per non andare in cortocircuito ha una priorità: risparmiare. Ogni volta che ripeti un pensiero, un’abitudine, una reazione emotiva tipo arrabbiarti quando sei sotto stress, controllare il telefono ogni due minuti, la mente scava un piccolo sentiero. Più passi da quel sentiero, più la terra si schiaccia, diventando un’autostrada neurologica. Quando arriva uno stimolo quotidiano, la mente non si ferma a progettare una risposta nuova; imbocca l’autostrada automatica perché è gratis e non consuma energia.
Il risparmio energetico.
Questo meccanismo biologico è il nostro capolavoro quotidiano. Significa che il 90% delle nostre giornate lo viviamo in modalità copia e incolla.
Se da anni rispondi alle critiche chiudendoti in un silenzio che risuona come una punizione, quel silenzio è il tuo sentiero battuto. Se quando sei ansioso o sotto pressione apri il frigorifero, stai attivando l’autostrada preferenziale. Il problema sorge quando i sentieri conosciuti che magari un tempo ti erano serviti per proteggerti, oggi ti portano dritto contro un albero; vorresti svoltare, vorresti avere un atteggiamento differente ma la forza dell’abitudine ti trascina sul vecchio percorso prima ancora che tu te ne accorga.
Come si può aprire una nuova strada?
In Psicoterapia il lavoro non è cancellare il passato perché la mente non ha un tasto “cancella”. Il lavoro consiste nel tracciare sentieri nuovi. All’inizio può essere faticoso, ti sembrerà scomodo, consumerai molta energia e la tua mente ti dirà di tornare sulla vecchia strada. Ma se hai il coraggio di calpestare quell’erba nuova per un po’ di tempo, anche lì l’erba si schiaccerà per diventare un nuovo percorso e indovina cosa succederà al vecchio sentiero? Se smetterai di percorrerlo la natura si riprenderà i suoi spazi, i rovi ricresceranno, l’erba ricrescerà, la terra si riempirà di foglie e tutto ciò che ad oggi ti fa soffrire diventerà lentamente impraticabile.
La prossima volta che ti scopri a fare le stesse cose, ricorda che hai tutto il potenziale per iniziare a calpestare l’erba fresca. E sai cosa mi fa dire questo? Il nostro potere di scegliere.
Tutte le cose della vita hanno un inizio.
Scegliendo, alcune ne avranno uno scintillante.
Le illustrazioni sono di Alev.Neto.